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Il Sindaco garante dei diritti dell’infanzia

Nell’ambito della rassegna organizzata dal Comune di Lari “I Paz Mese della Pace”, aprile 2007, Sabato 28, nella sala del Consiglio Comunale di Lari, ben dodici Comuni della Valdera hanno firmato un protocollo di intenti intitolato “Il Sindaco garante dei diritti dell’infanzia”.
L’incontro, promosso dall’Unicef Comitato di Pisa, si è svolto alla presenza dell’Assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale della Provincia Anna Romei, della Presidentessa del Comitato Unicef della Provincia di Pisa Giuliana Loggioni, e della Coordinatrice Provinciale dell’Unicef del progetto Scream Maria Gaias.
L’impegno dei Sindaci firmatari nasce all’interno del “Progetto Scream (Screma Stop Child Labour) – Stop al lavoro minorile” per sostenere i bambini con l’educazione, l’arte ed i media, iniziativa lanciata dall’ILO - Organizzazione Internazionale del Lavoro - attraverso l’IPEC - Programma Internazionale per l’Eliminazione del Lavoro Minorile, sostenuto dalla Provincia di Pisa.
Il programma Scream si prefigge di aiutare gli educatori di tutto il mondo a promuovere la comprensione e la sensibilizzazione riguardo al fenomeno del lavoro minorile fra i giovani e le comunità di appartenenza. Scream vuole dare una voce anche al silenzio dei bambini lavoratori attraverso un’informazione sulle ingiustizie esistenti con le arti visive, la letteratura, la recitazione, quali strumenti adeguati per raggiungere i giovani affinché loro stessi si sentano portavoce dei bambini lavoratori, si carichino di una loro responsabilità e sviluppino una reazione adeguata.
I Sindaci firmatari, richiamati i numerosi documenti che hanno segnato la storia delle nazioni relativamente al riconoscimento dei diritti dell’infanzia, riconosciuto in particolare il ruolo delle Amministrazioni locali nello sviluppo di politiche per l’infanzia per concretizzare azioni a tutela dei bambini, si sono impegnati ad operare affinché le amministrazioni che rappresentano rifiutino il razzismo e la xenofobia, promuovano azioni per la coesistenza pacifica, per la valorizzazione delle differenze, per la lotta contro le tensioni e le discriminazioni sociali, e cerchino di rafforzare sempre di più l’attenzione concreta a favore dei minori.
Gli stessi, stabilendo inoltre di riconoscersi appieno nei principi e nelle affermazioni riportate nei documenti sui diritti dell’infanzia e riconoscendo il ruolo internazionale dell’UNICEF nella tutela dei diritti dei bambini, adottano e condividono i seguenti principi:

I minori hanno diritto di vivere con la propria famiglia o con la famiglia allargata
I minori hanno diritto ad un livello di vita adeguato, che comprenda cibo, acqua potabile e alloggio
I minori hanno diritto all’istruzione e anche all’educazione alla pace, all’amicizia, all’uguaglianza, alla solidarietà ed al rispetto dell’ambiente
I minori hanno diritto di godere di ottima salute fisica e mentale
I minori con problemi fisici e/o mentali hanno diritto di vivere come gli altri bambini, di ricevere cure adeguate e di partecipare attivamente alla vita della comunità
I minori hanno diritto di giocare, di riposarsi e di dedicarsi alle attività che più piacciono loro
I minori hanno diritto di essere informati e di poter esprimere le loro opinioni
I minori hanno diritto a non essere trascurati, abbandonati, maltrattati e a non essere vittime di violenza e di sfruttamento
I minori hanno diritto di essere protetti dall’uso della droga
I minori rifugiati hanno il diritto di essere protetti e di essere aiutati a ricongiungersi con le proprie famiglie.

E affinché questi enunciati principi non rimangano lettera morta, gli stessi Sindaci, quali difensori dell’infanzia, si sono impegnati a promuovere nel territorio di appartenenza, azioni concrete a favore dei minori, la cultura dell’infanzia, a favorire la partecipazione attiva dei bambini alle iniziative locali che riguardano la loro vita.

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.
Essi sono dotato di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri
in spirito di fratellanza
(Art. 1 Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo approvata dalle Nazioni Unite nel 1948)


Il fanciullo deve godere di tutti i diritti enunciati nella presente dichiarazione.
Questi diritti debbono essere riconosciuti a tutti i fanciulli senza eccezione alcuna
E senza distinzione o discriminazione fondata sulla razza, il colore, il sesso, la lingua, la religione,
le opinioni politiche e di altro genere, l’origine nazionale o sociale, le condizioni economiche,
la nascita, o ogni altra condizione, sia che si riferisca il fanciullo stesso o alla sua famiglia
(Principio primo della convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia
adottata dalla Assemblea Generali delle Nazioni Unite in data 20/11/1989)




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